In presenza di difficoltà tecniche, in molti casi il "subconscio" dell'esecutore decide autonomamente di eliminarne la causa prima e lo fa con tale autorevolezza che, se non si presta il massimo dell’attenzione, finisce per creare situazioni imbarazzanti...

Uno dei settori della tecnica in cui tali "difese del subconscio" sono maggiormente insorgenti è proprio quello che riguarda le note doppie, le terze o le seste, usate per lo più in forma di scale (ascendenti o discendenti).

Mi limiterò a prendere in considerazione solo quegli elementi necessari al superamento dei problemi di ordine meccanico. Primo, fra tutti: la diteggiatura più funzionale per la realizzazione delle scale suddette. 

Occorre, prima di tutto, una netta distinzione tra scale diatoniche e scale cromatiche (per il momento parliamo soltanto di scale).

Per quello che riguarda le scale diatoniche, non possono sussistere dubbi sulla corretta diteggiatura che, nell’ambito di un’ottava, è la seguente:

 

3 4 5 - 2 3 4 5 - 3
1 2 3 - 1 1 2 3 - 1

 

La formula-base, generalmente adottata per le tonalità di do, sol, re, la, mi maggiore e relative minori, può iniziare anche da un punto diverso, in funzione della tonalità; con ciò è possibile evitare che il primo dito caschi su un tasto nero.


È facile notare che il sistema si basa su sette posizioni suddivise in due gruppi, uno di tre, l’altro di quattro, ai quali poi va aggiunta ancora una posizione, che rappresenta l’inizio di una seconda ottava. Osserviamo adesso un po’ più da vicino la formula: è facile notare, così, che ogni dito ha una diversa funzione nell’ambito delle otto posizioni programmate e precisamente:

1 – il 4° e il 5° suonano solo due volte.

2 -  il 2° suona tre volte.

3 – il 1° quattro volte.

4 – Il 3° addirittura cinque volte! Cinque presenze in otto posizioni. Com’è possibile?

 
Al nostro subconscio (o cervello...), sempre in agguato, il problema non interessa: il terzo dito lavora troppo e va protetto assolutamente, eliminando il pericolo! Così, in meno che non si dica – more solito – prende la drastica decisione: tutto ciò che dà fastidio alla rapidità di spostamento della mano, va eliminato…

Molto spesso infatti, sedendo in commissioni di esami in Conservatorio, ho ascoltato una scala per doppie terze, presente nella prova di cultura agli esami di Compimento Medio del vecchio ordinamento, eseguita come è indicato nell’esempio seguente:

Nel frangente il male peggiore, purtroppo, era che l’errore passava indisturbato senza che nessuno dei colleghi, distratti o poco attenti, lo rilevasse…

Ma torniamo ora alla nostra analisi, ripartendo dalla formula-base, con la linea retta che separa i suoni superiori da quelli inferiori;

 

3 4 5 - 2 3 4 5 - 3
1 2 3 - 1 1 2 3 - 1


È facile notare che, in virtù della sua centralità, il dito medio è impiegato nel sistema con il doppio compito di realizzare sia la parte superiore della posizione, sia quella inferiore. Infatti  lo troviamo presente tre volte sopra la linea e due volte sotto. Da ciò si rileva che i punti critici di questa diteggiatura vanno ricercati nel passaggio da uno all’altro gruppo, ovvero tra la terza e quarta posizione e tra la settima e l’ottava. Quest’ultima, infine, rappresenta la punta dell’iceberg! Si osservi con attenzione la posizione del dito medio che, dopo aver percosso la parte inferiore di una posizione, dovrà spostarsi il più rapidamente possibile per andare a percuoterne una superiore.

Questo comporterà uno sbilanciamento totale della mano con conseguenze imprevedibili. Come porvi rimedio?

È mio parere che, ancora una volta, lo studio lento di qualcosa che dovrà essere eseguito veloce non solo è inutile ma addirittura controproducente. Converrà, invece, abituarsi a velocizzare le posizioni partendo dal salto incriminato e usando la stessa diteggiatura che useremo in velocità. L’esempio seguente mostra nei particolari come sviluppare la progressione, aggiungendo via via una posizione.

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